Un sogno senza nome
Giornata alternativa quella che è appena trascorsa,guardacaso non ho fatto tutto il pomeriggio sù e giù per il paese!Direi che ci stiamo evolvendo insomma...Oggi il mio amico Paolo P. mi ha portato(insieme alle mie due compagne di INTURNICIO) nella sala prove dove si allena col suo gruppo musicale giusto cosi' per passare il tempo...molte volte ripenso a quanto fosse bello avere ancora un gruppo musicale,poi apro gli occhi e capisco che il desiderio è ben lontano.Riaffiorano i vecchi ricordi entrando li,quella stanzetta mai eccessivamente grande,che accoglie ogni minimo suono,nessun arredamento solo strumenti,mixer,microfoni ed amplificatori.Prendo una chitarra acustica in mano,mi cimento suonando knocking on heavens door e dopo poco la rimetto al suo posto;mi viene da piangere pensando che forse tre anni di chitarra non mi sono serviti davvero a nulla se non ad imparare uno stupido solfeggio quando poi il mio inconscio non poteva esprimersi attraverso lo strumento....MI SOL SI RE FA FA LA DO MI...oramai mi sembra un nome oramai le riconosco sul pentagramma,e le so canticchiare a ritmo sventolando la mano come una checca in calore.E poi? Poi un pezzo della mia vita che riporro' nel cassetto dei ricordi...l'insoddisfazione di avercela messa tutta senza arrivare poi a realizzare un sogno,cio' che ti faceva sentire vivo,libero,spensierato e sereno per poi precipitare nel vuoto senza che nessuno si accorgesse di nulla.Mi manca,la puzza di chiuso,della pelle delle percussioni che col caldo emanava odore,la nostra stanza e le nostre posizioni,quei fogli con i testi che prendevano vita attraverso me,la musica.Ricordo,ogni domenica(giornata libera per noi ragazzi di scuole superiori)il ritrovo a casa di paolo,la nostra scaletta era decisamente interessante ed abbastanza lunga,da mesi oramai eravamo diventati bravi,cosi' tanto da accogliere altre canzoni e persino esibizioni.Mi divertivo,era il mio momento,quello in cui le mie labbra sfioravano il microfono stretto tra le mani intensamente,il momento in cui mi liberavo da cio' che avevo dentro ed avevo bisogno di esternare.
Seduto tra i miei amici che cercano di produrre suoni e cantare a squarciagola per ritagliarsi il loro momento di gloria,mi rinchiudo nella mente pensando al mio di gruppo,quello che non c'è più per un motivo X.Non mi rimane che Paolo L. col quale molte volte sentiamo l'esigenza di ritornare ad essere quelli di una volta,ma lui è lontano e le cose hanno bisogno di costanza,Antonio bassista di altri che ora si trova a torino...e poi gli altri che hanno lasciato dietro di loro un po d'amarezza.Chi lo ha detto che i sogni non si avverano?Il mio non l'ho realizzato,ma quantomeno l'ho vissuto e rimarra' nel mio cuore per sempre.
mercoledì, giugno 10, 2009
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